Il diabete: alcuni antefatti

Il diabete è una patologia cronica che determina la mancata produzione o l'utilizzo non corretto dell'insulina da parte dell'organismo. L'insulina è l'ormone grazie a cui il nostro corpo è in grado di utilizzare l'energia proveniente da zuccheri, amido e altri alimenti. L'organismo non riceve quindi l'energia necessaria e nel sangue si forma zucchero non metabolizzato (glucosio) che si accumula, causando danni all'organismo stesso e ai vari sistemi.

Il glucosio è una forma di zucchero prodotta con la digestione dei carboidrati (zuccheri e amidi). Il glucosio è il principale carburante per l'organismo grazie all'energia che produce. Quando l'insulina è assente o inefficace, il livello di glucosio nel sangue (zuccheri nel sangue) aumenta. Livelli elevati di glucosio nel sangue possono determinare problemi a breve e lungo termine.

Esistono vari tipi di diabete. I principali sono diabete tipo 1, tipo 2 e gestazionale e ciascuno di essi presenta sintomi e trattamenti leggermente diversi. Se non vengono trattate, tali tipologie di diabete possono determinare gravi complicanze. Qualora non sia ancora stato fatto, sarebbe opportuno parlare con il medico curante delle opzioni più adatte per il trattamento del diabete.

Sintomi del diabete

In presenza di uno o più dei seguenti sintomi associati al diabete, consultare immediatamente il proprio medico.

  • Bisogno di urinare più frequentemente
  • Vista offuscata
  • Stanchezza o torpore
  • Difficoltà di cicatrizzazione di tagli o ferite
  • Aumento di fame e sete
  • Rapida perdita di peso
  • Pelle secca e pruriginosa
  • Perdita di sensibilità nelle mani o nei piedi

Prevenzione del diabete

Al momento, non sono disponibili cure per il diabete, ma grazie ad un regolare autocontrollo del livello di glucosio nel sangue e ad un'appropriata combinazione di dieta, esercizio fisico e trattamento farmacologico, le persone con diabete conducono una vita sana e attiva.

Ricerche hanno dimostrato che cambiando il proprio stile di vita è possibile prevenire o ritardare l'insorgenza del diabete di tipo 2 tra gli adulti ad alto rischio. La modifica della dieta e l'aggiunta di moderato esercizio fisico (ad esempio camminare) hanno consentito ai partecipanti della ricerca di ridurre il rischio di sviluppo del diabete di oltre il 40% durante lo studio.

Nel Programma di Prevenzione del Diabete, un ampio studio sulla prevenzione condotto su soggetti ad alto rischio di diabete, le persone sottoposte a trattamento farmacologico hanno ridotto il rischio di sviluppo del diabete di oltre il 30%. Il trattamento è risultato più efficace tra le persone più giovani e dal peso maggiore (soggetti tra i 25 e 40 di età con un sovrappeso dai 22 ai 36 kg) e meno efficace tra le persone più anziane e non in sovrappeso. Non si conoscono metodologie di prevenzione del diabete di tipo 1.

Complicanze del diabete

Con una buona autogestione del diabete si può vivere una vita più lunga e sana.
Le ricerche hanno dimostrato che mantenere la glicemia il più vicino possibile alla norma può ridurre fino al 60% le maggiori complicanze riguardanti gli occhi, i reni ed il sistema nervoso. Un frequente controllo della glicemia è fondamentale per imparare a bilanciare l’alimentazione, l’esercizio fisico ed i farmaci, ossia i fattori che hanno un impatto più rilevante sul controllo glicemico. Capire l’impatto che il diabete ha sul proprio organismo è una parte importante dell’autocontrollo.

*Fonte: Diabetes Control and Complications Trial Research Group. The Effect of Intensive Treatment of the Development and Progression of Long-Term Complication in Insulin-Dependent Diabetes Mellitus. New England Journal of Medicine. 329.997-986, 30 September 1993

Ipoglicemia

L’ipoglicemia si manifesta quando il livello del glucosio nel sangue diventa troppo basso.

Tra le cause dell’ipoglicemia si possono includere l’eccesso di farmaci, troppa attività o esercizio fisico, non aver mangiato all’orario previsto dalla propria terapia. L’ipoglicemia può diventare una condizione medica seria, causando perdita di coscienza, se non viene trattata immediatamente. L’autocontrollo frequente può aiutare a individuare e prevenire l’ipoglicemia.

Iperglicemia

L’iperglicemia si manifesta quando il livello di glucosio nel sangue sale al di sopra della norma e si stabilizza su quel valore. Si può andare in iperglicemia a causa di una quantità insufficiente di farmaci, di troppo cibo, di attività o esercizio fisico non sufficienti, di stress, di infezioni, malattie o ferite.

Controllare di frequente la propria glicemia aiuta a prevenire e a trattare l’iperglicemia, riducendo il rischio di sviluppare complicanze a lungo termine.

Emoglobina glicata

L’emoglobina glicata (HbA1c) è un test di laboratorio prescritto dal medico al fine di determinare il livello medio di glucosio nel sangue presente nei precedenti 60/90 giorni. Alla maggior parte delle persone con diabete la American Diabetes Association (ADA) suggerisce di porsi come obiettivo il raggiungimento di un valore di emoglobina glicata inferiore al 7% (equivalente ad un livello medio di glucosio inferiore a 170mg/dL) mentre la American Association of Clinical Endocrinologists (AACE) raccomanda un valore inferiore a 6.5% (equivalente ad un livello medio di glucosio inferiore a 153 mg/dL). Più l’emoglobina glicata si avvicina a questi valori, più si abbassa il rischio di sviluppare complicanze dovute al diabete. Raggiungere e mantenere un livello soddisfacente si emoglobina glicata richiede una buona gestione giornaliera ed un frequente autocontrollo al fine di valutare l’efficacia della propria terapia quotidiana. Il medico può aiutare a fissare obiettivi realistici sia in relazione al livello di glucosio nel sangue sia ai livelli di emoglobina glicata.

L'analisi dell'emoglobina glicata (HbA1c) può essere utilizzata per prevedere il rischio di complicanze dovute al diabete.

In che modo questo avviene? Il nostro organismo di fatto memorizza le tracce che gli zuccheri lasciano nell'organismo stesso. Quando la glicemia è alta, le molecole di zucchero si attaccano ai globuli rossi. I globuli rossi memorizzano le informazioni sugli zuccheri per circa 3 mesi. Un esame del sangue può dunque fornire i risultati del livello medio di glucosio nel sangue in forma di percentuale. Maggiore è il valore dell'emoglobina glicata, più elevato è il rischio di complicanze diabetiche.

L'emoglobina glicata può sostituire il test quotidiano del livello di glucosio nel sangue? No, perché conoscere il livello quotidiano di glucosio nel sangue risulta ancora il modo più semplice e pratico per determinare le ripercussioni che regime alimentare, esercizio fisico e stile di vita hanno sul diabete. Bisogna tener presente che l'emoglobina glicata rappresenta la media dei livelli di glucosio nel sangue nell'arco di diversi mesi. Ciò significa che un paziente con livelli di glucosio relativamente costanti potrebbe avere lo stesso valore di emoglobina glicata di un soggetto che presenta valori particolarmente variabili. Confrontando invece i risultati dei test quotidiani con l'emoglobina glicata, paziente e medico possono determinare la validità della terapia di controllo del diabete e stabilire eventualmente nuove modalità di gestione.

È importante confrontare i risultati quotidiani con il test trimestrale dell'emoglobina glicata.

  • Gli studi DCCT 1 e UKPDS 2 hanno utilizzato i livelli di emoglobina glicata come indicazione complessiva del successo di uno stretto controllo dei livelli di glucosio nel sangue. Gli studi hanno dimostrato che livelli di emoglobina glicata del 7% o inferiori potevano ridurre in modo significativo il rischio di sviluppo di complicanze diabetiche.
  • Il medico può stabilire un livello di emoglobina glicata di riferimento per il paziente, che può essere raggiunto basandosi sulle informazioni ricavate dai regolari controlli quotidiani del livello di glucosio.
  • Più bassi sono i valori dei controlli quotidiani, migliori sono i risultati dell'emoglobina glicata. Ciò significa che regime alimentare, esercizio fisico e trattamento farmacologico adottati per contenere il diabete sono corretti.

1 The effect of intensive treatment of diabetes on the development and progression of long-term complications in insulin-dependent diabetes mellitus. The Diabetes Control and Complications Trial Research Group. The New England Journal of Medicine (1998) 329(14): 977-986

2 UK Prospective Diabetes Study (UKPDS). 13. Relative efficacy of diet, sulphonylurea, insulin or metformin therapy in patients with newly diagnosed Type 2 diabetes followed for three years. British Medical Journal (1995) 310: 83-88

Un po’ di storia del diabete

Il diabete è sempre esistito sin dai tempi antichi. I suoi sintomi erano illustrati già nei geroglifici egiziani del 1550 a.C. Si pensa che il diabete ivi descritto fosse diabete di tipo 2 e che il diabete di tipo 1 sia una malattia relativamente recente, manifestatasi negli ultimi due secoli.

Prima della scoperta della terapia a base di insulina, il diabete di tipo 1 era una malattia fatale. Il primo trattamento con insulina risale al 1922. L’anno seguente, un ragazzo svedese di 5 anni iniziò a ricevere le prime iniezioni di insulina continuando sino all’età di 70 anni. Da allora la terapia insulinica ha continuato a rappresentare una terapia salvavita per le persone affette da diabete.

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