Automonitoraggio glicemico: l'importanza di avere dati accurati

Importanza dell’accuratezza nell’automonitoraggio glicemico.

A cura dell Dott. Celestino Giovannini, Servizio Territoriale di Diabetologia A.S.P. 5, Reggio Calabria

La possibilità di poter misurare la glicemia al proprio domicilio con un glucometro ed avere risultati in tempo reale, è un’opportunità che ha cambiato il modo di gestire il diabete. Oggi la quasi totalità dei pazienti diabetici ha ed utilizza uno strumento per l’automonitoraggio della glicemia.

La rilevazione del dato e il suo utilizzo terapeutico impongono però delle riflessioni importanti, prime fra tutte l’attendibilità del dato ed il suo corretto utilizzo ai fini terapeutici.

Nel diabete, sia di tipo 1, che 2 è molto importante, appena fatta la diagnosi di diabete, raggiungere al più presto un buon controllo glicemico con emoglobina glicata (HbA1c) più bassa del 7%. Diversi studi hanno dimostrato che la terapia insulinica intensiva del diabete permette di ottenere un miglior controllo metabolico, riducendo in modo significativo il rischio di complicanze sia nei pazienti con diabete di tipo 1 che con diabete di tipo 2. Una sperimentazione clinica molto importante ha dimostrato che lo stretto controllo della glicemia ottenuto con la terapia insulinica intensiva riduce, nei pazienti con diabete di tipo 1, l’insorgenza e la progressione di complicanze microvascolari associate al diabete, sebbene questo comporti un aumento del rischio di ipoglicemia. Ugualmente, recentemente, grandi sperimentazioni condotte in persone con diabete di tipo 2, con lunga storia di malattia ed ad alto rischio per malattie del cuore e dei vasi, hanno dimostrato come in questi pazienti “fragili” vi debbano essere obiettivi di HbA1c meno rigidi e sia importante prevenire l’ipoglicemia, al punto da fare diventare la prevenzione dell’ipoglicemia un obiettivo primario della terapia. E cosa dire dei casi di ipoglicemia asintomatica?

Esistono quindi nel paziente diabetico varie condizioni che richiedono una personalizzazione della cura e la necessità di creare una sorta di “sintonia glicemica fine”; ovvero abbassare la glicemia e contemporaneamente minimizzare il rischio di ipoglicemia.

Per questa difficile opera di “equilibrismo glicemico”, è quindi veramente importante avere strumenti per l’autocontrollo glicemico adeguati, in altre parole molto accurati. L’accuratezza indica, infatti, la “ prossimità “ tra la misura che lo strumento rileva ed il valore glicemico reale.

È importante non confondere il concetto di accuratezza con quello di precisione, che rappresenta invece la ripetibilità del dato, ovvero la capacità dello strumento di fornire, per misurazioni ripetute, risultati fra loro molto simili. Non è detto che uno strumento preciso sia anche accurato! Ciò che è importante per uno strumento per l’automonitoraggio della glicemia è la capacità di fornire dati accurati.

Tuttavia non tutti gli strumenti hanno la stessa accuratezza e, soprattutto, non tutti espongono in confezione le caratteristiche d’accuratezza e precisione. L’uso di uno strumento non accurato può portare all’adozione di scelte terapeutiche non adeguate e con potenziali effetti dannosi. Ad esempio, un alterato risultato iperglicemico potrebbe indurre il paziente ad un dosaggio eccessivo di insulina, con un possibile impatto sulla propria salute. L’attendibilità del dato non dipende ovviamente solo dall’accuratezza dell’apparecchio, ma è d’estrema importanza che il paziente sia bene istruito ed acquisisca la manualità necessaria ad un corretto utilizzo dello strumento.
L’automonitoraggio glicemico è una parte importante della terapia del diabete che, alla stregua dei farmaci, deve essere gestito e prescritto come atto medico complessivo

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